Chiara Quarta – laureanda in Biotecnologie mediche e Nanobiotecnologie, per BioBang

http://www.jpmh.org/index.php/jpmh/article/view/621

Atherosclerosis is associated with a higher risk of hepatic steatosis in HIV-infected patients

Lo studio è uno dei pochi esistenti in letteratura a concentrarsi sulla relazione tra steatosi epatica e aterosclerosi in persone affette da HIV.
Le patologie cardiovascolari, in particolare l’aterosclerosi, rappresentano, tra i soggetti malati di HIV, un’importante causa di morte ed aggravamento della malattia.
Per valutare la presenza di aterosclerosi è stato preso in esame lo spessore medio-intimale carotideo ( c-IMT) evidenziato mediante ultrasonografia della carotide, mentre per studiare la condizione di steatosi epatica (condizione clinica associata ad infiammazione e accumulo di trigliceridi da parte degli epatociti) è stata adoperata l’elastografia transitoria a vibrazione controllata che ha permesso di valutare il CAP, parametro di attenuazione controllata con cui si è in grado di discriminare la presenza o meno della patologia.
Dallo studio, che ha preso in esame 128 individui affetti da HIV, è risultato che tra i soggetti non affetti da aterosclerosi ( n=102 ) solo 12 presentavano steatosi epatica, mentre tra quelli affetti da aterosclerosi ( n=26 ) ben 19, quindi il 73.1%,risultavano con un grado di steatosi S2, cioè con una percentuale di accumulo di grasso negli epatociti tra il 33% e il 66%.
Lo studio ha evidenziato un’associazione tra steatosi epatica e aterosclerosi nei soggetti affetti da HIV, ma la causa effetto tra queste patologie resta ancora da capire; probabilmente è lo stato infiammatorio a rappresentare il fattore chiave di rischio comune.
Ciò che di importante emerge dallo studio è che una precoce identificazione dei rischi cardiovascolari potrebbe permettere di prevenire e ritardare patologie croniche difficili da gestire.