Chiara Quarta – laureanda in Biotecnologie mediche e Nanobiotecnologie, per BioBang

https://chembioagro.springeropen.com/articles/10.1186/s40538-017-0107-7

Xylella fastidiosa and olive quick decline syndrome (CoDiRO) in Salento (southern Italy): a chemometric 1H NMR-based preliminary study on Ogliarola salentina and Cellina di Nardò cultivars

Con grande interesse mi trovo a commentare un contributo dei nostri ricercatori su una grave emergenza locale, la diffusione di Xylella fastidiosa.
La Xylella fastidiosa è un batterio Gram negativo che colonizza lo xilema delle piante e che è stata associata al CoDiRO (complesso del disseccamento rapido dell’olivo).
Questo batterio è conosciuto nel continente americano per infettare un’ampia gamma di piante ospiti tra cui mandorli, ciliegi, ma anche piante ornamentali tra cui gli oleandri e sembra che sia stata proprio l’introduzione di alcune piante ornamentali latentemente infette provenienti dall’America Centrale a favorire la diffusione della Xylella fastidiosa nel Salento.
Questa fitopatologia causa non solo rilevanti perdite economiche sul prodotto, ma anche drammatici effetti sull’eredità culturale che gli alberi d’ulivo rappresentano nel territorio salentino.
Per questo motivo quando vengono programmati interventi o misure di trattamento e
contenimento della patologia bisogna valutare oltre che l’impatto socioeconomico anche e  soprattutto l’impatto sociale e culturale.
In questo studio gli autori hanno preso in esame due cultivar diffuse nel Salento, l’Ogliarola salentina e la Cellina di Nardò e di queste è stato analizzato, tramite spettroscopia NMR, il profilo metabolico.
In particolare, è stato studiato l’effetto di un fertilizzante, certificato CE, contenente zinco, rame e  acido citrico e conosciuto come DENTAMET, su piante che manifestavano CoDiRO.
Prima del trattamento le due cultivar mostravano un differente grado di incidenza e gravità della  malattia, a svantaggio della Cellina di Nardò su cui si evidenziava una severità maggiore della  patologia.
Anche gli effetti del DENTAMET si sono dimostrati differenti tra le due cultivar, infatti l’Ogliarola  salentina trattata ha mostrato un maggior contenuto di zuccheri, rispetto a quella non trattata in  cui era più alto il contenuto in polifenoli; mentre nella Cellina di Nardò si è evidenziato un maggior  contenuto in polifenoli nelle piante trattate, al contrario di quelle non trattate in cui si è riscontrato  un più alto contenuto in zuccheri.
Nelle piante, polifenoli e carboidrati giocano un ruolo molto importante durante le infezioni, in  particolare, nel caso degli ulivi, i polifenoli potrebbero avere un ruolo diretto e significativo nel  proteggere gli alberi dall’attacco dei patogeni.
Rilevo come gli autori tengano a sottolineare che l’interazione che intercorre tra polifenoli e carboidrati non è ancora stata studiata nel dettaglio e uno degli obiettivi delle ricerche future potrebbe essere quello di determinare se le differenti risposte metaboliche sono correlate alle cultivar, al livello di attacco del patogeno o ad entrambi questi fattori.